In seguito all'annessione dell'Albania al Regno
d'Italia l'intera Divisione alpina "Julia" venne inviata
in Albania per presidiare il territorio. Il Battaglione Cividale sbarcò
a Durazzo nell'aprile 1939 e venne inviato a presidiare la zona di
Kukes nella zona nord orientale del paese. Nell'estate 1940 il battaglione
venne spostato in varie riprese verso il confine greco ed il 28 ottobre
1940 iniziò la campagna contro la Grecia ed il Cividale penetrò
in territorio greco nei pressi di Turnovo (cippo 8 e 9 di confine).
Il Cividale avanzò fino al 3 novembre senza incontrare grossa
resistenza fino a Vovusa, ma in seguito al quasi accerchiamento della
Julia dovette ritirarsi per Bryaza e Pades fino a Konitsa (10 novembre)
perdendo numerosi alpini.
Inviato a riposo in territorio albanese il 18 novembre tornò
precipitosamente in linea nella zona del ponte di Perati dove sostenne
durissimi combattimenti. Il giorno 22, perduta la testa di ponte ritornò
in territorio albanese e fu impiegato per la difesa della conca di
Frasheri.
In seguito al cedimento del fronte il Cividale fu costretto ad arretrare
ancora e nei primi giorni di dicembre occupò la linea del Mali
Topojanit che mantenne fino all'8 gennaio 1941. Un ripiegamento lo
portò sul Mali Taronine e a metà gennaio nella zona
di Erok dove continuò a battersi disperatamente con i pochi
uomini rimasti. In quel periodo, infatti, il battaglione aveva in
linea soltanto 72 uomini sui 1.200 all'inizio della campagna contro
la Grecia.
Verso la fine di gennaio il Cividale fu mandato a riposo a Mavrova
nei pressi di Valona per essere ricostituito unitamente a tutta la
Divisione "Julia".
Il 19 febbraio il Cividale s'incamminò verso il Golico che
raggiunse nella giornata del 24 sistemandosi a difesa dal corso della
Vojussa a quota 800 circa.
Il giorno 28 febbraio il Cividale respinse gli attacchi dei greci
a prezzo di gravi perdite, ma l'8 marzo, a causa della perdita delle
quote superiori, anche il cividale fu costretto ad arretrare. Il 15
marzo partecipò all'attacco della quota 1143 senza riuscire
a mantenerla nonostante l'eroismo dei suoi alpini. Ci riprovò
il 18 ed il 24 marzo unitamente ai reparti del Gemona, ma anche in
questa occasione senza poter mantenere la quota e a prezzo di perdite
elevatissime.
Stabilizzato il fronte sul Golico il Cividale rimase su quella montagna
fino al 12 aprile continuando lo stillicidio dei suoi uomini.
Il 23 aprile 1941, in seguito alla fine delle ostilità contro
la Grecia, il Cividale avanzò in territorio greco ed arrivò
a Gianina nella prima decade di maggio. Qui vi rimase per circa un
mese e poi si trasferì fino ad agosto al passo del Metzovo.
Verso la fine di agosto la Julia si trasferì nel Peloponneso
ed il Cividale venne inviato nella zona di Lutraki sul canale di Corinto
fino al rimpatrio che avvenne alla fine del mese di marzo 1942 via
ferrovia, a causa dell'affondamento del piroscafo Galilea sul quale
trovò la morte l'intero Battaglione Gemona.
|